Il fuoco di Sant'Antonio (2022)

Chi soffre del fuoco di Sant'AntonioThe Yorck Project (Public Domain)

Il fuoco di Sant'Antonio (qui abbreviato FdSA), o ergotismo, è l'intossicazione causata dall'ingestione di segale, in grani o in farina, contaminata dal fungo Claviceps purpurea (in Italia la malattia è associata e confusa all'herpes zoster). Il nome comune dell'affezione deriva dai monaci benedettini medioevali votati a Sant'Antonio Abate i quali solevano dedicarsi alla cura degli ammalati talvolta servendosi delle reliquie del santo anacoreta. Il “fuoco” è in riferimento alla sensazione di bruciore di sovente avvertita dagli infermi nelle estremità. Il FdSA è men noto della peste nera, ma fu presenza costante durante tutto il medioevo; e quantunque non possediamo dati sufficienti a stimarne il numero di vittime, sappiamo che in un'unica ondata, in Francia nel 994 EC (Era Comune), morirono tra i 20.000 e i 40.000 individui. Il FdSA, con la tipica sintomatologia includente piaghe e gangrena, convulsioni, e persino allucinazioni, afflisse la società medioevale inasprendo la già misera condizione esistenziale di molti individui.

Sant'Antonio (251 - 356 EC)

Fondatore del monachesimo cristiano e patrono degli scavafosse, Sant'Antonio Abate nacque da famiglia nobile, ma all'età di 25 anni diede tutti i suoi averi ai poveri, seguendo quanto ingiunto nel Vangelo secondo Matteo; si ritirò eremita in un'area desertica lungo il Nilo, vicino il monte Pispir (l'odierno Der-el-Memun), onde vivervi in solitudine, tra il 286 e il 305 EC. Secondo la pia leggenda, durante il suo ritiro monastico sofferse di tentazioni di natura diabolica — una storia successivamente inclusa nel corpus teologico cristiano.

Rimuovi la pubblicità

Advertisement

Si trattò del risultato dell'incremento nella crescita di segale e nel consumo di farina di segale.

Nel 1100 EC, a Grenoble in Francia, fu formato e votato al santo e alla sua vita l'Ordine Ospedaliero degli Antoniani, e venne là eretto un centro dedicato alla cura dei malati di ergotismo. Le mura dell'ospedale erano dipinte in rosso onde mimare la sensazione di bruciore avvertita dagli ammalati. I monaci indossavano tuniche nere adornate d'una croce blu. Numerosi ospedali furono successivamente fondati in tutt'Europa onde assistere gli infermi di ergotismo; il trattamento primario praticato consisteva in una dieta con granaglie e farine prive del fungo.

(Video) Fuoco di Sant'Antonio

La malattia

Il FdSA, anche noto come “fuoco sacro” o “male degli ardenti”, fu malattia comune nel medioevo; se ne susseguirono ondate lungo tutto il periodo, contagiando milioni di individui e causando migliaia di vittime. Si trattò del risultato dell'incremento nella crescita di segale e nel consumo di farina di segale; la Claviceps purpurea onde gli ammalati vengono intossicati è un particolare fungo che contamina la segale, la cui farina è e fu primo ingrediente nella panificazione di molte regioni, e non fu chiaramente connessa all'ergotismo che nel 1596 EC, grazie agli studi del medico tedesco Wendelin Thelius. Il fungo non era di per sé tuttavia ignoto: nel 1582, un altro medico tedesco, Adam Loncier, notò come la somministrazione di piccole dosi (3 granuli) di ergot (le escrescenze nerastre sulle spighe) producesse forti contrazioni durante il travaglio del parto.

Il fuoco di Sant'Antonio (2)

L'ergot figura inoltre tra le più antiche attestazioni a noi giunte di malattie fitosanitarie, grazie a degli scritti cinesi del 1100 AEC (Avanti Era comune) anch'essi relativi all'uso del fungo in ostetricia. Una tavoletta cuneiforme assira, databile al 600 AEC, descrive invece le pustole sulle spighe causate dall'infezione fungina. La prima epidemia documentata di ergotismo si verificò nella regione francese dell'Aquitania nel 944 – 45 EC: quasi 20.000 persone vennero infette e morirono; una seconda ondata, quarant'anni dopo, risultò in quasi 40.000 vittime.

(Video) Fuoco di Sant'Antonio (Herpes zoster) - sintomi, cura, vaccinazione

Sintomatologia

Se non è somministrata cura, la circolazione sanguigna alle estremità è compromessa, causando iniziali sensazioni di bruciore e successive gangrene.

L'ergotismo è l'intossicazione da ergot causata da chicchi di segale ammuffiti. Esso si presenta attraverso due principali caratteristiche: gangrena (nell'ergotismo cronico) e convulsioni (nell'ergotismo acuto); la chimica dell'intossicazione da ergot causa di sovente sintomi onde gli affetti sembrano anzitutto impazzire, e, se non è somministrata cura, la circolazione sanguigna alle estremità è compromessa, causando iniziali sensazioni di bruciore e successive gangrene tali da risultare nella perdita di dita, mani e piedi. Allucinazioni, stato di agitazione, piaghe, crampi muscolari, nausea, insonnia e convulsioni sono sintomi ulteriori dell'intossicazione — una condizione medica che potrebbe essere causa e spiegazione delle cosiddette “piaghe del ballo” (o “epidemie del ballo”, anche associate al tarantismo) verificatesi tra il XIV e il XVII sec. EC: vere e proprie isterie di massa, descritte da varie croniche medioevali, capaci di affliggere gruppi di individui anche per mesi; queste danze più o meno involontarie potrebbero esser stata psicosomatica conseguenza di intossicazione da ergot, ma vennero all'epoca attribuite a spiriti vendicativi, timori sovrannaturali, morsi di tarantola e scorpione, psicosi da condizioni di estrema povertà concomitanti altri disastri naturali. I sintomi, massime negli stadi iniziali, era possibile conducessero le persone a confondere l'ergotismo con peste bubbonica.

Rimuovi la pubblicità

Advertisement

Mentalità e religione

Molti associarono sintomi e malattia a un vero e proprio ingresso all'inferno, e pertanto fede e credenze religiose giuocarono ruolo importante, nell'Alto medioevo, nel rapportarvisi. Il progressivo crollo delle istituzioni dell'Impero romano in occidente lasciò un vuoto amministrativo nel riempire il quale la Chiesa si erse a dominatrice della società — anche nel campo della pratica medica; nel medioevo, l'approccio psicologico e pratico alla cura delle malattie prese corpo quale particolare insieme di ortodossia cristiana, superstizione, e testi medici greco-romani.

(Video) Herpes Zoster (Fuoco di Sant'Antonio): prevenirlo con il vaccino

La Chiesa dichiarò le malattie essere risultato del peccato; e la sofferenza veniva accettata quale connaturante aspetto della vita. In quest'ottica, cure e trattamenti riflessero sovente una combinazione di inefficaci nozioni mediche derivate dall'antichità e la credenza nel disegno divino predestinante l'umanità. La tradizione greca, quanto a diagnosi e trattamento, sosteneva il mantenimento dell'equilibrio tra i cosiddetti quattro umori (bile gialla, flegma, bile nera, e sangue), la scelta di un corretto regime alimentare, e l'influenza esercitata dalla posizione della luna e degli altri corpi celesti; la Chiesa medioevale incorporò quest'approccio alla narrazione circa la promessa divina di sollievo e cura degli afflitti.

Il fuoco di Sant'Antonio (3)

Quanto ad ospedali ed altre istituzioni sanitarie ante litteram, Carlo Magno (742 – 814 EC) decretò che cattedrali e monasteri istituissero ospedali e scuole per l'apprendimento dell'arte medica; tanto che fino al 1300 EC furono proprio i monasteri a fornire il grosso dell'assistenza ai poveri e della cura degli ammalati, concordemente la regola benedettina che le prescriveva antecedendole ad ogni altra attività. Era comune venisse associato il culto di diversi santi ai diversi ospedali cui sia gli stessi monaci sia gli infermi ingenerale potevano rivolgersi per cure; e diversi ordini militari (gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme) e non militari o paramilitari (l'Ordine dello Spirito Santo, l'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio) istituirono ed eressero ospedali in tutta Europa e nel mondo mediterraneo per l'assistenza a soldati, pellegrini e poveri.

Rimuovi la pubblicità

(Video) Come si cura il Fuoco di Sant'Antonio?

Advertisement

Trattamenti

Non sorprenderà rilevare come i monaci benedettini ricorressero alle reliquie di Sant'Antonio nella cura del FdSA, ritenendole convoglianti una miracolosa cura divina — approccio convalidato dal nobile francese dell'XI secolo Guérin la Valloire, il quale affermò le reliquie lo avessero curato dalla malattia. Il la Valloire e suo padre, nel 1095 EC, fondarono l'ordine dei Canonici regolari di Sant'Antonio di Vienne per l'esclusiva cura dell'ergotismo. Verso la fine del XV sec. EC, quasi 400 ospedali erano stati eretti dai canonici in tutt'Europa. I trattamenti somministrati includevano unguenti topici a base di lardo, indicati come acqua di Sant'Antonio, piante medicinali, e un cosiddetto vino di Sant'Antonio (ottenuto da uve dell'area di Vienne, dove erano custodite le reliquie) ritenuto avere proprietà curative miracolose. Nei secoli XV e XVI, ondate epidemiche colpirono la Germania, l'Italia e le Fiandre (donde ci viene menzione di malati con accessi d'incontrollabile follia danzante cui venne dato il nome di Ballo di Sant'Antonio e associati a demoni), e presero a cessare solo quando il grano iniziò a sostituire la segale quale principale granaglia nella dieta della popolazione.

Nell'Età moderna l'ergotismo è evento raro; ma gli storici dibattono circa il suo possibile ruolo nei sintomi mostrati dalle giovani donne (allucinazioni, bruciori e pruriti) e che sfociarono nelle accuse e nei processi per stregoneria a Salem (oggi in Massachusetts, Stati Uniti) nel 1692 – 93. Dall'Ottocento si prese ad applicare consistenti misure preventive onde combattere l'insorgenza di ergotismo: la piantumazione di semi non ammuffiti, l'applicazione di moderni standard nelle tecniche di piantumazione e raccolta, l'applicazione della rotazione delle colture, e l'implementazione di appropriate pratiche di fertilizzazione durante il periodo di crescita delle piante. Nonostante la letalità dell'ergotismo, prima dello sviluppo di medicamenti più sicuri si seguitò a far uso dell'ergot (granuli dell'escrescenza essiccata) onde indurre le contrazioni del parto durante gestazioni difficili e per combattere i mal di testa da emicrania. L'odierna Scienza medica ha altresì esplorato l'uso di ergot nel trattamento della demenza da Parkinson.

Rappresentazioni culturali

La preminenza del FdSA come malattia trasversale alla società del periodo ha spinto gli artisti medievali a includere rappresentazioni della sofferenza e il suo portato culturale nelle loro opere. Tra le rappresentazioni più note vi sono l'incisione La tentazione di Sant'Antonio (1470 – 75 EC) di Martin Schongauer, e il Trittico delle Tentazioni di sant'Antonio (1501) di Hieronymus Bosch. Ma capolavoro contenente stessa iconografia è forse l'Altare di Isenheim di Matthias Grünewald and Nikolaus Hagenauer, realizzato tra il 1512 e il 1516 EC, e ora al Musée d'Unterlinden di Colmar, in Francia. Si tratta di una “macchina di altare” a pannelli multipli creata per la cappella dell'ospedale di Isenheim, dove venivano trattati gli infetti da FdSA. Lo stesso Grünewald visse per del tempo presso l'ordine monastico di Sant'Antonio, e l'opera costituisce una sorta di ringraziamento per l'assistenza e l'accoglienza ricevute dai frati. Rinomata opera d'arte cristiana, essa presenta Gesù al centro dei pannelli della Crocifissione e della Resurrezione, ma al contempo mostra in modo prominente anche Sant'Antonio. Le due figure hanno lo scopo di rappresentare le idee di speranza e consolazione; il messaggio generale esprime il concetto di dolore come avvicinamento a Dio del fedele. Una più approfondita analisi della pala d'altare rivela le dita del santo avere un colore bluastro, spesso segno di problemi vascolari periferici nell'ammalato. Si è speculato il santo anacoreta soffrisse della cosiddetta sindrome di Raynaud, una condizione in cui le estremità, in particolare le dita delle mani e dei piedi, si intorpidiscono e raffreddano a cagione del limitato afflusso di sangue. In alcuni casi, la sindrome è anche legata all'ergotismo, causa del fuoco di Sant'Antonio.

FAQs

Il fuoco di Sant'Antonio? ›

L'Herpes Zoster è un virus che provoca una dolorosa eruzione cutanea anche conosciuta come fuoco di Sant'Antonio. Nella forma più comune si manifesta con una placca infiammatoria ricoperta di vescicole di forma allungata che interessa una emiparte del corpo.

Cosa fare se si ha il fuoco di sant'antonio? ›

La cura. Quando questo sfogo appare, si ricorre al tipico trattamento antivirale, antinfiammatorio e antidolorifico anche se è sempre opportuno appurare non vi siano patologie concomitanti che abbiano in qualche modo favorito l'apertura della barriera immunitaria come, ad esempio, forme neoplastiche (tumorali).

Come si manifesta il fuoco di sant'antonio interno? ›

Il paziente in genere avverte un dolore molto forte, lancinante e bruciante. A questi sintomi principali si aggiungono mal di testa e febbre, ma anche brividi, dolori di stomaco e generale spossatezza.

Dove può venire il fuoco di sant'antonio? ›

La zona in cui il fuoco di Sant'Antonio si manifesta con maggior frequenza è una fascia (chiamata dermatoma) che si estende su un solo lato del tronco all'altezza della vita, ma il disturbo può presentarsi frequentemente anche su un lato del viso, intorno all'occhio e sulla fronte.

Come si evolve il fuoco di sant'antonio? ›

Nel giro di qualche giorno, 6 o 7 per l'esattezza, le lesioni si seccano con la formazione di croste. Il fuoco di Sant'Antonio ha un decorso che varia dai dieci giorni ai tre mesi. Molti casi si risolvono con la guarigione completa, mentre altri purtroppo cronicizzano sfociando nella cosiddetta nevralgia post-erpetica.

Quanto tempo si guarisce fuoco di sant'antonio senza eruzione cutanea? ›

Altri sintomi del fuoco di Sant'Antonio interno comprendono una linfoadenopatia regionale, in questa fase o successivamente. I sintomi dello zoster sine herpete tendono a risolversi in 10-15 giorni, ma la guarigione completa può richiedere fino a un mese.

Quanto dura la cura per il fuoco di sant'antonio? ›

Durata. L'eruzione forma delle vescicole che tendono a seccarsi in 10-15 giorni e si risolvono in 2-4 settimane. Le manifestazioni post-erpetiche (come il dolore) potrebbero durare invece anche molti mesi.

Come inizia il fuoco di sant'antonio? ›

Solitamente non si conosce la causa della riattivazione del virus, ma a volte questa avviene quando una malattia o un farmaco indebolisce il sistema immunitario. Il fuoco di Sant'Antonio causa una dolorosa eruzione di vescicole ripiene di liquido e talvolta provoca dolore cronico nell'area interessata.

Quando è infettivo il fuoco di sant'antonio? ›

Il virus può così contagiare altre persone attraverso il contatto diretto con le vescicole ulcerate. Le persone così esposte però verranno contagiate solo nel caso in cui non abbiano mai avuto una precedente esposizione o non siano vaccinate.

Come sono le bolle del fuoco di sant'antonio? ›

Le bolle sono piccoli sacchetti pieni di liquido che possono svilupparsi su pelle o mucose e che possono raggiungere i 5-10 millimetri di diametro. In molti casi si rompono facilmente rilasciando sull'epidermide il loro contenuto, che si può solidificare lasciando quindi una crosta di colore giallastro.

Che pomata usare per il fuoco di sant'antonio? ›

Tale lesione, estremamente dolorosa e fastidiosa, è tipica della fase acuta e deve essere immediatamente trattata con antivirali per bocca a dosi piene per almeno 15 gg, cortisonici , pomate antibiotiche locali (gentamicina) ed adiuvanti (gabepentin, carbamazepina etcc.).

Quanto dura il dolore post erpetico? ›

La durata media della nevralgia post-erpetica è 5-6 mesi, ma in qualche caso può estendersi per anni, o addirittura tutta la vita. Questa condizione colpisce soprattutto le persone oltre i 60 anni, e può essere molto debilitante.

Cosa non mangiare quando si ha il fuoco di sant'antonio? ›

Tabella: cibi si e cibi no contro l'herpes labiale
Alimenti da preferire:Alimenti sconsigliati:
BroccoliBibite conservate
CaroteSemi oleosi
ZuccaCocco
PesceInsaccati
9 more rows

Quali sono i farmaci antivirali esempi? ›

Le due classi di farmaci antivirali per la profilassi e il trattamento dell'influenza sono: gli inibitori della neuraminidasi (oseltamivir -Tamiflu e zanamivir -Relenza) gli inibitori della proteina virale M2 (amantadina e rimantadina).

Videos

1. Fuoco di Sant'Antonio, quali sono le cause scatenanti?
(Policlinico di Milano)
2. Il Mio Medico - Fuoco di Sant'Antonio, ecco come si cura
(Tv2000it)
3. Il Fuoco di Sant'Antonio
(ASST OspedaleNiguardaTV)
4. Fuoco di Sant'Antonio, quali sono i sintomi?
(Policlinico di Milano)
5. GSK Fuoco di Sant'Antonio
(wwwyoumarkit)
6. Fuoco di Sant'Antonio (Herpes Zoster)
(Prof. Antonino Di Pietro)

You might also like

Latest Posts

Article information

Author: Jamar Nader

Last Updated: 10/06/2022

Views: 5255

Rating: 4.4 / 5 (55 voted)

Reviews: 94% of readers found this page helpful

Author information

Name: Jamar Nader

Birthday: 1995-02-28

Address: Apt. 536 6162 Reichel Greens, Port Zackaryside, CT 22682-9804

Phone: +9958384818317

Job: IT Representative

Hobby: Scrapbooking, Hiking, Hunting, Kite flying, Blacksmithing, Video gaming, Foraging

Introduction: My name is Jamar Nader, I am a fine, shiny, colorful, bright, nice, perfect, curious person who loves writing and wants to share my knowledge and understanding with you.