L'herpes zoster può portare all'ictus?  (2023)

In un nuovo studio dell’Anschutz Medical Campus dell’Università del Colorado, gli scienziati che stanno analizzando perché le persone che hanno avuto l’herpes zoster sono a maggior rischio di ictus, e sono giunti alla conclusione che la risposta risieda nelle vescicole lipidiche chiamate esosomi che trasportano proteine ​​​​e informazioni genetiche tra le cellule.

L'herpes zoster può portare all'ictus? (1)

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Journal of Infectious Diseases

L’herpes zoster è collegato all’insorgenza dell’ictus?

La nuova ricerca ha descritto in modo dettagliato la connessione tra herpes zoster e ictus: “La maggior parte delle persone conosce l’eruzione cutanea dolorosa associata al fuoco di Sant’Antonio, ma potrebbe non sapere che il rischio di ictus è elevato per un anno dopo l’infezione”, ha affermato l’autore principale dello studio Andrew Bubak, Ph.D., assistente professore di ricerca presso il Dipartimento di Neurologia presso la University of Colorado School of Medicine.

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“È importante sottolineare che l’eruzione cutanea è spesso completamente guarita e le persone si sentono normali, ma comunque vanno in giro con questo aumento significativo del rischio di ictus”, ha continuato Bubak.

L’herpes zoster (HZ) o fuoco di Sant’Antonio è causato dalvirus varicella zosterche causa la varicella.Il virus indugia nei neuroni gangliari e può riattivarsi causando un dolore lancinante.Ma i ricercatori hanno scoperto che l’herpes zoster può anche aumentare il rischio di ictus, specialmente per i minori di 40 anni, dove ilvaccino contro l’herpes zosternon è in genere raccomandato.

Il rischio è maggiore nelle persone con eruzioni cutanee sul viso, forse a causa della vicinanza al cervello. Per capire meglio come funziona, Bubak e il suo team hanno iniziato a guardare più da vicino gli esosomi: “Gli esosomi trasportano un carico patogeno che può causare trombosi e infiammazione lontano dal sito dell’infezione reale”, ha spiegato Bubak.“Questo potrebbe alla fine portare a un ictus nei pazienti”.

I ricercatori hanno raccoltocampioni di plasmada 13 pazienti con herpes zoster e 10 senza.I campioni sono stati prelevati al momento dell’infezione e al follow-up di 3 mesi per un sottogruppo di pazienti e gli esosomi sono stati estratti dal plasma. Gli scienziati hanno trovato esosomi protrombotici che potrebbero causare coaguli di sangue in quelli con l’infezione.Hanno anche scoperto esosomi proinfiammatori che comportano anche rischi di ictus al follow-up di 3 mesi.

Bubak ha affermato che i risultati suggeriscono che in un sottogruppo di persone con herpes zoster, il virus potrebbe non tornare alla latenza o gli esosomi circolanti che inducono uno stato protrombotico prolungato possono persistere anche dopo che la terapia è terminata e l’eruzione cutanea è scomparsa.Ha detto che l’uso diagenti antiviralipiù a lungo con l’aggiunta di agenti antipiastrinici e antinfiammatori potrebbe aiutare.

“Oltre alle iniziative per aumentare l’assorbimento del vaccino HZ per ridurre il rischio di ictus, in particolare negli individui con noti fattori di rischio di ictuspreesistenti “, ha affermato Bubak.“Se questi risultati sono confermati con uno studio longitudinale più ampio, questo potrebbe cambiarela pratica clinica“.

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La maggior parte dei medici non è a conoscenza della connessione tra l’herpes zoster, che ha un vaccino efficace, e l’ictus: “Ma è davvero importante e così facilmente mitigabile”, ha detto Bubak.“Mandali a casa con agenti antipiastrinici”.

L’herpes zoster, o fuoco di Sant’Antonio, è un’infezione virale comune dei nervi, che si traduce in una dolorosa eruzione cutanea di piccole vesciche su una striscia di pelle in qualsiasi parte del corpo.Anche dopo che l’eruzione cutanea è scomparsa, il dolore può continuare per mesi.

L’herpes zoster è relativamente raro nei bambini.

Il bambino è più a rischio se ha avuto la varicelladurante il primo anno di vita o se hai avuto la varicella molto tardi durante la gravidanza.

Un’eruzione cutanea si verifica più spesso sul tronco e sui glutei e di solito scompare in una o due settimane.

I farmaci possono aiutare ad alleviare parte del dolore, ma la malattia deve fare il suo corso.

L’eruzione cutanea associata all’herpes zoster si verifica più spesso sul tronco e sui glutei.Può anche apparire sulle braccia, sulle gambe o sul viso.Sebbene i sintomi possano variare da bambino a bambino, i più comuni includono:

ipersensibilità cutanea nell’area in cui deve comparire l’herpes zoster

lieve eruzione cutanea, che compare dopo cinque giorni e dapprima si presenta come piccole macchie rosse che si trasformano in vesciche

vesciche, che ingialliscono e si seccano, lasciando spesso piccole cicatrici bucherellate

l’eruzione cutanea scompare in una o due settimane

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l’eruzione cutanea è solitamente localizzata su un lato del corpo

L’herpes zoster è causato dalla riattivazione del virus della varicella.Dopo che una persona ha avuto la varicella, il virus rimane dormiente in alcuni nervi per molti anni. Si tratta di un virus più comune nelle persone con un sistema immunitario depresso e in quelle di età superiore ai 50 anni. È piuttosto raro nei bambini e i sintomi sono lievi rispetto a quelli che potrebbero verificarsi in un adulto.I bambini più a rischio di herpes zoster sono quelli che hanno avuto la varicella durante il primo anno di vita o le cui madri hanno avuto la varicella molto tardi durante la gravidanza.

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La diagnosi di solito comporta l’ottenimento di una storia medica del bambino e l’esecuzione di un esame fisico.Il medico potrebbe anche voler:

raschiare la pelle (raschiare delicatamente le vesciche per determinare se il virus è fuoco di Sant’Antonio o un altro virus)

eseguire esami del sangue

I farmaci possono aiutare ad alleviare parte del dolore, ma la malattia deve fare il suo corso.Il medico prescriverà i farmaci in base all’età del bambino e alla gravità dei sintomi.Il trattamento immediato con farmaci antivirali può aiutare a ridurre alcuni dei sintomi e ridurre al minimo i danni ai nervi.

La Dott.ssa Manuela Carrera, specialista in Dermatologia e Venereologia dell’Ospedale Israelitico, ha dichiarato: “L’Herpes Zoster non è altro che la riattivazione del virus della varicella. Quando da bambini o da adolescenti entriamo in contatto per la prima volta con il virus manifestiamo la varicella ed il nostro sistema immunitario si mobilita per combatterlo”.

“Il VZV fa parte di un gruppo di virus detti herpesvirus, questi virus hanno la capacità di annidarsi nel sistema nervoso dopo la prima infezione, il virus abbandona la pelle e si trasferisce nelle cellule nervose dei gangli sensoriali dove rimane come addormentato, incapace di moltiplicarsi, per anni finché si risveglia e, approfittando di un temporaneo abbassamento delle nostre difese immunitarie, comincia a riprodursi provocando l’herpes zoster, meglio noto come fuoco di S. Antonio”.

“Nella maggior parte dei casi l’herpes zoster esordisce con una sensazione di intorpidimento, formicolio, bruciore e dolore in una zona ben circoscritta del corpo. Dopo qualche giorno, nella medesima zona, compaiono le manifestazioni cutanee con arrossamento e vescicole che ricordano quelle della varicella. Tali manifestazioni si distribuiscono in modo unilaterale lungo il decorso di una branca nervosa”.

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“Molto spesso la malattia compare sul torace lungo le coste, formando una sorta di mezza cintura, il termine Zoster deriva infatti dal greco e significa “cintura”. La malattia può comportare anche febbre, malessere generale, mal di testa. Le vescicole evolvono in croste nell’arco di qualche giorno e si risolvono in 2-3 settimane mentre la sintomatologia dolorosa legata alla nevrite può durare per settimane o mesi. Il dolore nevralgico è variabile, da lieve ad intenso”.

“La terapia antivirale (aciclovir, famciclovir, valaciclovir, etc) va iniziata entro 72 ore dall’esordio delle manifestazioni cutanee e protratta per 7-10 giorni a secondo del farmaco utilizzato. La nevralgia post-erpetica viene trattata con integratori neurotrofici contenenti acido lipoico, acido linolenico, vitamine del gruppo B, e farmaci volti a ridurre il dolore come gli antidepressivi triciclici (nortriptilina) e gli antiepilettici (carbamazepina, gabapentina e pregabalin)”.

Per quanto riguarda l’ictus, secondo la SIIA: “L’ictus conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno, di cui l’80% sono nuovi episodi e il 20% recidive, che riguardano soggetti precedentemente colpiti. In Italia l’ictus è la terza (la seconda, stando ad alcune stime) causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie (il 10-12% di tutti i decessi per anno si verifica dopo un ictus) e rappresenta la principale causa d’invalidità”.

“Nel nostro Paese il numero di soggetti che hanno avuto un ictus e sono sopravvissuti, con esiti più o meno invalidanti, è pari a circa 913.000. Ad 1 anno circa dall’evento acuto, un terzo dei soggetti sopravviventi ad un ictus – indipendentemente dal fatto che sia ischemico o emorragico – presenta un grado di disabilità elevato, tanto da poterli definire totalmente dipendenti”.

“Il fenomeno è in costante crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione. Si stima che l’evoluzione demografica porterà in Italia, se l’incidenza rimanesse costante, un aumento dei casi di ictus fino a 207.000 nel 2008.
Il tasso di prevalenza di ictus nella popolazione anziana (età 65-84 anni) italiana è del 6,5% leggermente più alta negli uomini (7,4%) rispetto alle donne (5,9%)”.

“L’incidenza dell’ictus aumenta progressivamente con l’età raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacinquenni. Il 75% degli ictus, quindi, colpisce i soggetti di oltre 65 anni.
Nel mondo il numero di decessi per ictus è destinato a raddoppiare entro il 2020”.

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Il Dott. Giulio Mercandalli, chirurgo vascolare del Centro Radiologico Lissonese, ha dichiarato: “L’ictus è un danno neurologico del sistema nervoso centrale che può essere dovuto a diversi fattori. In base alla causa che scatena il fenomeno, possiamo distinguere l’ictus in due tipologie:

L’ictus emorragico – quando è dovuto ad un’emorragia che determina una compressione della materia grigia e quindi un danno cerebrale localizzato.

L’ictus ischemico – quando è dovuto all’occlusione di un’arteria o trombo all’interno della cavità cardiaca che migra all’interno del flusso circolatorio (ictus cardioembolico)”.

“A volte l’ictus ischemico può verificarsi a partire da un trombo all’interno della cavità cardiaca che, migrando verso il flusso circolatorio, giunge all’encefalo provocando l’occlusione di un’arteria. Fortunatamente la maggior parte degli ictus consente un recupero parziale/completo, ma possono verificarsi casi in cui l’ictus può evolversi in qualcosa di grave entità o divenire fatale”.

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“I termini ictus ed ischemia sono parzialmente sovrapponibili. L’Ischemia è una mancanza di vascolarizzazione ed irrorazione sanguigna di un determinato territorio che può essere il cuore, il cervello o un arto ad esempio. L’ictus è invece una mancanza di vascolarizzazione che si verifica esclusivamente nel territorio cerebrale e che prevede, oltre alla mancanza di irrorazione sanguigna, anche un danno ai tessuti”.

“In alcuni casi ci possono essere delle forme di ischemia che determinano la mancanza di sangue temporanea, che viene poi successivamente colmata, non producendo alcun danno. Possiamo dire dunque che la differenza tra ischemia transitoria ed ictus base va ricercata nella presenza o meno di un danno radiologicamente rilevabile”.

“L’ictus può determinare uno spettro di sintomi che possono andare dall’emiparesi fino al coma e, nel peggiore dei casi, alla morte. In caso di ictus, i sintomi sono in sostanza pressoché lateralizzati. In altre parole, il sintomo dell’ictus è correlato alla zona che viene colpita. Come sappiamo l’emisfero destro del cervello comanda la parte sinistra del corpo, il sinistro comanda la parte destra”.

“Quindi, ad esempio, se l’ictus colpisce la parte sinistra del cervello, si potrà riscontrare un’emiparesi destra (ossia una paresi parziale della parte destra del corpo). Ancora, sempre facendo lo stesso esempio, dato che nell’emisfero sinistro vi sono anche i centri del linguaggio, si potrà riscontrare anche un’afasia, un sintomo che impedisce al paziente di esprimersi con le parole”.

“Le cause dell’ictus, come dicevamo, possono essere diverse. Ad esempio nel caso dell’ictus emorragico, si ha un allagamento dei tessuti cerebrali dovuto alla rottura di un’arteria che va a comprimere la materia grigia dell’encefalo provocando l’ictus. Questa rottura a sua volta può essere generata da diversi scompensi come ad esempio una malformazione artero-venosa, un picco ipertensivo, un aneurisma cerebrale ed altri”.

“Cause diverse che sono quindi caratterizzate da un eziopatogenesi completamente differente. Per quanto riguarda, invece, l’ictus ischemico, si ha un’occlusione dell’arteria che può essere anch’essa prodotta da diversi fattori. Ad esempio, per quanto riguarda l’ictus cardioembolico, la causa è da ricercarsi nella formazione di un trombo all’interno della cavità cardiaca che, migrando all’interno del flusso circolatorio, arriva al cervello provocando l’occlusione dell’arteria”.

“Esistono ictus che producono lesioni grosse in aree poco importanti che danno sintomi relativamente meno preoccupanti ed ictus che hanno un’estensione di lesione piccola, ma colpiscono delle aree più importanti producendo così sintomi di grave entità”.

“Ciò che condiziona le aspettative di vita di un paziente colpito da un ictus ischemico è senz’altro la percentuale di recupero dopo l’attacco. Negli ictus in cui si manifesta un’emiplegia o nei casi più gravi che possono portare al coma, l’aspettativa di vita ovviamente si riduce”.

“Facciamo un po’ di chiarezza: l’ictus cardio-embolico, ad esempio, è un ictus di un paziente che accusa un embolo al cuore che va a finire nel cervello determinando l’ictus. Si tratta però di un paziente che, a parte l’aritmia, potrebbe risultare un paziente sano. Un paziente invece che ha un ictus di tipo carotideo ha un’aspettativa di vita più bassa a parità di sintomi perché un paziente con una carotide occlusa è un paziente che risulta clinicamente più compromesso”.

“Un altro tema sensibile da affrontare oltre all’aspettativa di vita è quella della compromissione della qualità della vita dei pazienti. Poiché l’ictus oltre ad essere una patologia che può portare a conseguenze fatali, resta un fenomeno di grave entità che porta anche nelle fasi intermedie ad un deterioramento importante della qualità della vita”.

“È possibile prevenire l’ictus. A parte il controllo dei fattori di rischio, è possibile fare prevenzione eseguendo una serie di esami tra cui un ecocolordoppler delle carotidi, un elettrocardiogramma per escludere delle eventuali aritmie, un bubble test ed altri esami più specifici. Inoltre, è possibile prevenire l’ictus anche farmacologicamente ed in ultima analisi eseguire un intervento chirurgico per rimuovere la causa dell’ictus come ad esempio una placca carotidea in caso di ictus carotideo”.

FAQs

Cosa succede ai nervi con Herpes Zoster? ›

La nevralgia posterpetica è una complicanza frequente dell'infezione da Herpes zoster, meglio conosciuta come fuoco di sant'Antonio. A causarla è la «riattivazione» dello stesso virus responsabile della varicella, che rimane silente nel sistema nervoso dopo aver superato la malattia.

Come si manifesta l Herpes Zoster interno? ›

I sintomi dell'infezione da Herpes Zoster includono: un'area cutanea di forma allungata eritematosa e ricoperta da vescicole come quelle della Varicella. dolore bruciante o lancinante. febbre.

Cosa non fare con Herpes Zoster? ›

Da evitare sono invece i carboidrati raffinati, la farina bianca e integrale, lo zucchero, le bevande gassate, il caffè, l'alcool e gli alimenti industriali e, quando l'herpes è attivo, gli alimenti che contengono Arginina (gelatina, pollo, germe di grano, cereali come segale, mais, avena, orzo, soia, mandorle, ...

Dove può uscire l Herpes Zoster? ›

L'herpes zoster di solito compare in un solo lato del corpo. Il torace e l'addome sono le aree più colpite, ma qualsiasi parte può essere interessata, inclusi viso e occhi. Un episodio di herpes zoster dura, in genere, da due a quattro settimane.

Cosa non mangiare con il fuoco di sant'antonio? ›

Durante il fuoco di sant'Antonio, si potrebbero evitare gli alimenti che contengono più arginina della media; ad esempio, sono sconsigliati: I semi oleosi, sopratutto arachidi, nocciole e mandorle. I legumi e i derivati, soprattutto la soia, le fave, le lenticchie e i ceci.

Cosa lascia il fuoco di sant'antonio? ›

Il fuoco di Sant'Antonio causa una dolorosa eruzione di vescicole ripiene di liquido e talvolta provoca dolore cronico nell'area interessata. I medici diagnosticano il fuoco di Sant'Antonio quando compaiono le tipiche vescicole su una striscia di pelle.

Quanto tempo ci vuole per guarire dal fuoco di sant'antonio? ›

Per la maggior parte delle persone in buona salute, che inizino la terapia subito dopo la comparsa dell'eritema sulla pelle, le lesioni scompaiono, il dolore regredisce nel giro di 3-5 settimane e le vescicole di solito non lasciano cicatrici.

Chi colpisce il fuoco di sant'antonio? ›

In linea generale, la varicella è una malattia tipica dell'infanzia, mentre l'Herpes Zoster, colpisce quasi sempre persone adulte e anziane. Non è raro però che anche bambini e adolescenti, anni dopo aver avuto la varicella, presentino l'Herpes Zoster o Fuoco di Sant'Antonio.

Quale antidolorifico per fuoco di sant'antonio? ›

In genere, è sufficiente l'impiego dell'Ibuprofene o del paracetamolo (in caso di febbre). In caso di dolore atroce ed implacabile, sono consigliati farmaci più potenti, quali codeina o idrocodone.

Quanto dura il dolore post erpetico? ›

La durata media della nevralgia post-erpetica è 5-6 mesi, ma in qualche caso può estendersi per anni, o addirittura tutta la vita. Questa condizione colpisce soprattutto le persone oltre i 60 anni, e può essere molto debilitante.

Perché si accende il fuoco la sera di sant'antonio? ›

La leggenda narra che il Santo scese nelle profondità dell'inferno per liberare i peccatori dal fuoco ed è in suo onore, quindi, che tutta Italia ricorda e lo festeggia accendendo un grande falò, come quello di Novoli, o indicando il 17 Gennaio come la data di inizio ufficiale del Carnevale, come in Sardegna.

Perché si accende il fuoco di sant'antonio? ›

Nei tempi antichi il falò aveva lo scopo di purificare il terreno dalle scorie del raccolto precedente, di essere di buon auspicio per l'anno appena iniziato e spesso seguiva il rito di benedizione degli animali.

Come si cura la nevralgia post erpetica? ›

Come si cura la nevralgia posterpetica? In presenza di un dolore lieve, il medico consiglierà di utilizzare antidolorifici da banco, farmaci (come il paracetamolo) o creme (come quelle a base di capsaicina o lidocaina), per ridurre il dolore.

Cosa fare per dolore ai nervi? ›

Ibuprofene, ketoprofene e naprossene.

Come curare nevrite post erpetica? ›

Non esiste una cura per la nevralgia posterpetica, ma nella maggior parte dei casi scompare spontaneamente in 1-3 mesi. Se il dolore è molto intenso, il trattamento può includere: Farmaci soggetti a prescrizione che agiscono sul modo in cui funzionano i nervi. Antidolorifici soggetti a prescrizione.

Quando si manifesta la nevralgia post erpetica? ›

Il dolore della nevralgia posterpetica si manifesta nelle aree in cui si è verificata l'eruzione cutanea dell'herpes zoster. Il dolore può essere costante o intermittente, molto intenso e addirittura invalidante. Il dolore può scomparire entro qualche mese, ma può persistere per anni.

Come alleviare nevralgia post erpetica? ›

Farmaci anticonvulsivanti: oltre che per la cura delle convulsioni, questi farmaci - data la loro spiccata capacità di placare il dolore a carico dei nervi danneggiati - trovano largo impiego in terapia contro la nevralgia post-erpetica. Gabapentin (es.

Quanto tempo dura la nevralgia? ›

Il dolore può essere intermittente o continuo; può durare da pochi secondi a pochi minuti e può tornare, accendersi e spegnersi, per giorni o anche settimane, è insomma una tipologia di dolore molto variabile.

Come si curano i danni ai nervi? ›

Cura
  1. Dolore neuropatico. Antiepilettici (come il gabapentin ed il pregabalin) Antidepressivi (come la duloxetina) Oppioidi (come la morfina)
  2. Per evitare l'eccessiva perdita di tono muscolare si prescrivono trattamenti fisioterapici.
  3. Per evitare nausea e vomito, vengono usati farmaci antiemetici.

Come far passare infiammazione ai nervi? ›

In particolare, i medici ricorrono a:
  1. Antidepressivi del gruppo triciclici e del gruppo inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. ...
  2. Antiepilettici (o anticonvulsivanti). ...
  3. Antidolorifici di tipo oppioide (o oppiacei). ...
  4. Capsaicina in crema. ...
  5. Altri farmaci.

Come alleviare i nervi infiammati? ›

Fare stretching o massaggi. Praticare alcuni esercizi di stretching può essere molto utile sia per prevenire la pressione sui nervi e quindi il loro accavallamento, sia per alleviare il male una volta sopraggiunto.

Quali sono i sintomi del dolore neuropatico? ›

Sintomi del dolore neuropatico

Il dolore neuropatico può essere percepito come una sensazione di bruciore o di formicolio, oppure come uno stato di ipersensibilità al tatto o al freddo. L'ipersensibilità al tatto prende il nome di allodinia. Perfino un tocco lieve può essere doloroso.

Quando si guarisce dal fuoco di sant'antonio? ›

Durata. L'eruzione forma delle vescicole che tendono a seccarsi in 10-15 giorni e si risolvono in 2-4 settimane. Le manifestazioni post-erpetiche (come il dolore) potrebbero durare invece anche molti mesi.

Qual è il dolore più forte del mondo? ›

Infiammazione del Trigemino

Il trigemino è il quinto nervo del cranio ed uno dei più lunghi della testa. Molti di quelli che hanno provato questo tipo di dolore, lo rietengono il peggiore del mondo, insopportabile, che sembra non avere fine.

Perché si infiammano i nervi della testa? ›

Le cause più frequenti delle nevralgie di testa e collo

compressione di un nervo provocata dall'allungamento o calcificazione del legamento stiloioideo (Sindrome di Eagle), patologie infettive sistemiche, sinusite, disturbi metabolici.

Come rilassare i nervi della testa? ›

Mettere la mano sinistra dietro la schiena. Far passare la mano destra dietro la testa e afferrare l'orecchio del lato opposto. Spingere delicatamente la testa verso il basso fino a far arrivare il naso il più vicino possibile all'ascella. A questo punto si dovrebbe sentire il collo allungarsi sul lato opposto.

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Author: Jeremiah Abshire

Last Updated: 01/12/2023

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