Torna la Youth League: a Liverpool battesimo di fuoco (2022)

Sampdoria-Juve termina a reti bianche. La divisione della posta in palio sblocca la classifica dei padroni di casa, che salgono a quota 1 e frena quella dei bianconeri, adesso precipitati a -2 dalla vetta, occupata da Napoli, Inter e Roma.

SAMPDORIA

Audero 6,5: il portiere della Samp festeggia il recupero della titolarità con una parata su Cuadrado, che evita ai suoi di capitolare al primo verso affondo offensivo juventino. L’istinto nell’opposizione è stata decisa e decisiva per i blucerchiati, che possono tornare a fare affidamento sulla sicurezza dell’estremo difensore italo-indonesiano.

Bereszynski 6: il polacco aveva un compito parecchio arduo da dover eseguire: cercare di arginare Kostic. Il responso, dato dal campo, lo premia, perchè l’esterno serbo si limita a fornire solo palloni piuttosto arretrati per le correnti avanzate bianconere. Questa è forse l’unica “colpa” del 24 doriano, che, vanta, allo stesso tempo, un grande merito: quello di non farsi saltare quasi mai.

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Ferrari 6: vive della luce riflessa, che gli dona l’ottimo lavoro di leadership, fornito da Colley. In buona sostanza, si occupa di eseguire un lavoro di ordinaria amministrazione.

Colley 6,5: il gambiano vive una serata da comandante del proprio pacchetto arretrato. Il numero 15 della Sampdoria riesce a limitare Vlahovic, giocando d’anticipo e calibrando al massimo ogni scelta di tempo d’intervento ad annullare il serbo. Il ritratto di questo pareggio a reti bianche sta nella sua attenzione, mista a controllo perenne della situazione.

Augello 5,5: l’abnegazione, mostrata come di consueto, nel ricoprire la corsia di sinistra, si riscopre più fragile del previsto. L’esterno si riscopre stranamente in soggezione nel contenere Cuadrado, di cui diventa per un attimo compagno di squadra al 15′: quello che doveva essere uno stop a proteggere il pallone dall’attacco dell’11 diventa una sponda, che, per sua fortuna, il cafetero non converte in goal.

Leris 6+: la sua performance si può paragonare a una sorta di one hit wonder, che ha vita al 6′ del primo tempo. Il suo movimento a sbucare alle spalle di un disorientato Bremer è una furbata che lo conduce a tu per tu con Perin. L’idea di superarlo con un tocco sotto è anche giusta, peccato che l’estremo difensore della Vecchia Signorarovini una bella storia, che avrebbe potuto acuire e sconfinare in un autentico successo.

Rincon-Vieira 6: El General e Vieira forniscono la loro solita prestazione tutta sostanza e muscoli. La loro vigoria fisica e mentale stana la costruzione di Locatelli, spesso domo nel tentativo di verticalizzare l’azione per vie centrali. (Dal 68′ Verre 6: sulla scia dei suoi due compagni antecedentemente in campo, riesce a proporre lo stesso atteggiamento più propenso alla battaglia fisica e nervosa. Si snatura in un certo senso, ma lo fa nel migliore dei modi; dal 78′ Depaoli s.v.)

Sabiri 6,5: il jolly offensivo della Sampdoria è l’uomo decisamente più ispirato dei padroni di casa. Dal suo mancino partono parabole che mettono in apprensione la retroguardia bianconera, a volte spaesata dal suo calcio tagliente. Dalle sue iniziative d’assistenza sono nati una traversa e un goffo intervento di Vlahovic, che, per poco, non entra gonfia la propria porta dagli sviluppi di calcio d’angolo. Guarda caso, proprio le migliori occasioni, prodotte dai padroni di casa.

Djuricic 5: la sua partita viaggia su binari diametralmente opposti rispetto agli standard di Sabiri. Il suo apporto è stato fiacco e inconcludente. (73′ Villar 6: il suo ingresso serve per cercare quanto meno di addormentare la partita. A giudicare da quanto visto, la missione è compiuta)

Caputo 5: la sua prestazione è stata caratterizzata da una buona dose di sacrificio, che ne annulla, però, il suo istinto da attaccante. (Dal 78′ Quagliarella s.v.)

JUVENTUS

Perin 7: l’intervento, con cui sventa una conclusione il tentativo di tocco sotto da parte di Leris, salvano il risultato e confermano l’ottimo stato di forma di colui, che, sulla carta, è semplicemente il vice Szczesny. Miracoloso.

Danilo 5,5: la cooperazione, creata con l’apporto di Cuadrado funziona, ma, a metà. Tatticamente e agonisticamente il brasiliano scende bene lungo l’out di destra, mostrando grande smalto atletico. Le scelte tecniche, però, lasciano molto a desiderare. I suoi cross sono spesso fuori misura. Impreciso.

Bremer 5: la sua partita non parte benissimo. Il primo vero brivido della partita è di marca doriana è griffato da Leris, ma con la gentile concessione del numero 3 bianconero. Alla sua presenza numero 100 in Serie A, il brasiliano decide di confezionare un regalo, fortunatamente rispedito al mittente da Perin. Inspiegabilmente generoso.

Rugani 6-: torna da titolare al centro della difesa per rimpiazzare Bonucci. Quello che si è visto a Marassi è il solito Rugani: un difensore che prova a metterci del proprio, ma spesso mai con tanta convinzione.

Alex Sandro 6: il numero 12 non ha tempi e modi di poter mostrare le ottime impressioni che ha destato nei tifosi bianconerial termine del tris rifilato al Sassuolo. Ciò che pare mutato rispetto al giocatore della passata stagione è un certo tipo di piglio nel fare qualcosa di utile e dinamico per la squadra. I dialoghi con Kostic, cercati, soprattutto verso la fine della prima e unica frazione giocata, lo dimostrano. (Dal 46′ De Sciglio 6: se il 6 di Alex Sandro va a premiare lo spirito del brasiliano, la sufficienza del 2 juventino è funzionale al riconoscimento di una certa abnegazione tattica soprattutto in fase di ripiegamento.)

McKennie 5: il texano incide poco nell’economica della partita. Schierato come mezzala, sita sul versante di centro destra, non riesce mai a dare quello strappo e quel cambio di passo, che servirebbero alla Juventus per assaltare la difesa della Sampdoria. Più che impalpabile sembra quasi avulso alla manovra. (Dal 62′ Miretti 6+: in poco più di mezz’ora fa quello che il suo predecessore ha miseramente fallito: verticalizzare la manovra con iniziative palle al piede, volte a raggiungere più rapidamente la zona d’attacco. In una delle sue discese, sarebbe arrivato anche il goal di Rabiot, annullato, però, dal Var.)

Locatelli 5: completamente in balia della pressione vincente, posta da Rincon e Vieira, il numero 5 rimanda ancora il suo battesimo come metronomo della nuova Juventus. (Dall’85’ Rovella 6,5: il numero 13 sfrutta la sua verve fisica da subentrato, dimostrando di volersi tenere stretta la Juve. L’intensità c’è, la tecnica pure. Soprattutto quella balistica, che, nel finale, potrebbe regalare i 3 punti alla Juventus e a lui la permanenza in bianconero.)

Rabiot 6: il suo ritorno in campo poteva essere bagnato da un goal che avrebbe ridato un senso alla sua seconda vita alla Juve. Ma, per il momento, questi deve accontentarsi di fornire il classico, offerto negli ultimi tre anni: parliamo di gare da senza infamia e senza lode.

Cuadrado 6+: il colombianocontinua instancabilmente a essere l’uomo in più di questa Juventus. Le sue sgroppate costituiscono una spina che, quando punge nel fianco, rischia di fare davvero molto male. Vedere per credere ciò che succede al 15′: l’errore in fase di stop di Augello crea un’autostrada per la corsa dell’11 juventino, il quale corre a perdi fiato verso la porta di Audero. La conclusione è forse l’unica cosa sbagliata della sua incursione, perchè preferisce dare sfogo alla forza più alla precisione. Cinico, ma non troppo. (Dal 77′ Kean s.v.)

Vlahovic 5,5: la sua prestazione naviga tra il nulla cosmico, caratterizzante il primo tempo, e la voglia di emergere e di sentirsi parte del match dei secondi 45 minuti. Tutto ciò si può sintetizzare in un sinistro sballato a inizio ripresa, che rimarca la serata opaca, vissuta dal serbo.

Kostic 5,5: il 17 fa veder di cosa è capace solo a metà. Esattamente come i suoi traversoni arretrati, che servono più a evidenziare la sua presenza che la sua essenza di esterno a tutta fascia nel match.

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Author: Zonia Mosciski DO

Last Updated: 10/07/2022

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